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giovedì 26 marzo 2009

..CIP-CIP-CIP..

dopo un decennio di silenzio assoluto per impegni vari e divergenti, oggi io e Crudelia decidiamo di incontrarci in centro a Milano per fare una passeggiata, sparlare un po', dare aria al portafogli e infine pranzare assieme da Roberto..

dopo un tour dei negozi fruttuoso per lei ma mooooolto scarso per me, viene l'ora di pranzo.. iniziamo a dirigerci verso il bar scelto per mangiare e improvvisamente mi viene in mente un'ideuccia: "Perchè non passiamo dall'altro lato, così diamo una sbirciata alla vetrina di Intimissimi? Tanto allunghiamo la strada di 30 secondi al massimo.." e prendiamo la direzione del negozio di intimo..

arrivate davanti alla vetrina riservata all'intimo da uomo, veniamo attratte da un paio di boxer attillati e tutti colorati esposti e fatti indossare a uno di quei classici manichini con testa e arti mozzati..
osserviamo con attenzione i boxer per capire quale stravagante disegno ci propone Intimissimi questa volta e senza ombra di dubbio decidiamo entrambe per un uccello.. sì, esatto, la testa di un uccello disegnata in versione fumetto con tanto di occhi e becco stampati sulla patta..
guardo Crudelia con occhi perplessi e mi accorgo che anche lei mi sta fissando con la stessa espressione.. evidentemente ad Intimissimi non bastava aver prodotto nelle scorse stagioni dei boxer con stampati funghi, melanzane e tutto il resto dell'orto di Beppe Bigazzi.. dopo la flora ci voleva anche la fauna..

con i nostri dubbi in testa ci allontaniamo per vedere il resto della vetrina, ma non so perchè l'occhio mi sfugge di nuovo su quei boxer e noto un cartellino attaccato con uno spillo che recita: BOXER CINGUETTANTI.. è d'obbligo, a questo punto, chiedere spiegazioni a Crudelia che però scuote la testa..

la nostra ricerca della verità sarebbe anche finita lì davanti a quella vetrina, se non fosse che io vengo attirata da una miriade di reggiseni variopinti e mi fiondo nel negozio.. poco ispirata dai reggiseni, passo allo scaffale degli slip in offerta e manco a dirlo ne acchiappo 3 in un colpo..
arrivata alla cassa vengo presa ancora dal dubbio della giornata: cosa sono 'sti cazzo di boxer cinguettanti?!?! così, con una buona dose di faccia da culo e super sgamata, mi faccio avanti e chiedo alla commessa:
Lady: "Mi scusi, posso chiederle una curiosità? Cosa sono esattamente quei boxer cinguettanti?"
Commessa: "Glieli faccio vedere.. Che taglia le serve?"
Lady: "No, non volevo acquistarli.. Era solo una curiosità.."
Commessa: "Ma che taglia le servirebbe?"
Lady: "No, non mi serve una taglia.. Volevo solo sapere di cosa si tratta.."
Commessa: "Allora prendo una taglia a caso.."
la commessa estrae un paio di boxer dal cassetto e ce li mostra sotto gli occhi delle altre signore presenti nel negozio.. stende l'intimo su un tavolo e preme il becco dell'uccellaccio stampato sui boxer: CIP-CIP-CIP..
ecco perchè si chiamano cinguettanti.. meno male che il simpatico aggeggio si può anche togliere e far diventare i boxer un comunissimo paio di mutande..

il problema sorge nel momento in cui un pover uomo, ancora stremato dal sonno e in preda alla confusione della routine mattutina, si dimentica di togliere il giocattolino dai boxer e va in ufficio passando l'intera giornata a cinguettare dalle mutande ad ogni suo passo..

mercoledì 18 marzo 2009

..al negozio di scarpe..

quando mia Mamma è a casa dal lavoro è sempre un macello.. primo perchè ormai sono abituata a stare a casa da sola per quasi tutta la giornata ed avere gli spazi tutti per me ed usarli come e quando voglio.. secondo perchè se decide di uscire e fare acquisti, bhè allora sono danni per il portafogli..

ieri la Mamy era a casa perchè doveva fare gli esami del sangue in vista di altri esami nei prossimi mesi.. la mattina è uscita presto per evitare le code alla Mutua e poi verso le 9:30 ho raggiunto lei e la Nonna per proseguire in un giro nelle vie di Milano..

la prima tappa è stato il negozio di perline della Rosy, all'interno del quale ho dovuto fare da badante a Mamma e Nonna vista la poca dimestichezza che loro hanno con questo genere di articolo..
Mamy: "Ascolta, ma si può fare una collana come la tua con la catena?"
Lady: "Certo che si può fare.."
Mamy: "Ecco.. Però io non la voglio grossa come la tua.. Voglio una cosa semplice.."
Lady: "Ok.. Prendiamo 4 di queste, 6 di queste e poi ci mettiamo queste piccole in mezzo.."
Mamy: "Ma non è troppo?"
Lady: "Mamma, se ci metti solo queste qui in mezzo alla catena sembrano le particelle di sodio che vagano nell'acqua Lete! devi dare un po' di corpo e volume alla collana!"

e così per un'oretta abbondante..
finchè non abbiamo deciso di farci un giretto per il corso e dare un'occhiata alla vetrine.. comprese quelle della Upim dove mia mamma ha trovato una maglioncino che tanto cercava (guarda caso!) e io sono uscita con un paio di jeans nuovi, leggeri, giusti per la primavera e l'estate..

dopo una pausa pranzo a base di panino con prosciutto cotto, brie e zucchine alla griglia abbiamo ripreso il nostro giro.. senza comprare nulla stavolta! ma solo perchè i negozi erano chiusi..
il tempo di arrivare a casa e mia mamma propone di fare un giro all'Oviesse vicino casa di nonna per vedere se c'è qualcosa di interessante..

detto fatto, siamo andate al negozio e abbiamo curiosato tra gli scaffali.. io ho notato subito uno spolverino nero, leggero, perfetto per la stagione primaverile, che è un articolo che nel mio guardaroba non compare.. ho trovato la taglia, me lo sono provato, mi sono data un'occhiata allo specchio e sono fuggita alla cassa.. diciamo pure delapidando il mio portafogli e quello di Mamma..

mentre guido sulla strada verso casa, Mamma salta fuori con una frase di questo tipo: "Sai, mi piaceva tanto quel giubbino che ho provato prima.. Non è che avresti voglia di tornare là? Andiamo a casa, prendo il bancomat e poi torniamo all'Oviesse.. Poi magari facciamo un salto anche al negozio di scarpe!" e lì Mamma ha detto la parola magica..

mia Mamma è uscita dal negozio con 2 giacche e 2 sciarpe, una delle quali è risultata essere una kefia che ha quindi sganciato a me..
ma il bello è arrivato al negozio di scarpe dove io ho trovato queste due chicche:


giovedì 12 marzo 2009

..la raccomandata..

martedì mattina, il 10 marzo, esco di casa con destinazione casa di nonna.. ma essendo di fretta non mi metto a controllare la posta come faccio di solito e tiro dritta..

la sera torno a casa e mamma si accorge che c'è qualcosa nella casella della posta, così prendo le chiavi e tiro fuori dalla buca delle lettere una raccomandata.. il classico cartoncino giallo che ti avvisa che all'ufficio postale c'è qualcosa che ti aspetta..

la mattina seguente esco di casa, stavolta con destinazione ufficio postale, per andare dalla mia amata raccomandata ipotizzando quello che probabilmente mi attende..
arrivo allo sportello e aspetto 5 minuti abbondanti, ma non perchè c'è coda, bensì perchè l'omino della posta sta trafficando con una raccomandata con ricevuta di ritorno che non ne vuole sapere di essere spedita..
mi avvicino allo sportello e faccio passare la raccomandata oltre il vetro, il tizio guarda la data in cui mi è stata recapitata, butta l'occhio sui cesti di buste alle sue spalle e mi dice: "La roba del 10 marzo non è ancora arrivata.. Riprovi oggi pomeriggio o ancora meglio domattina!"..
perplessa torno verso casa e pensando di essere io quella che ha fatto la figura di merda ricontrollo quello che c'è scritto sul timbro postale: L'OGGETTO POTRA' ESSERE RITIRATO DALL'INDOMANI PRESSO L'UFFICIO POSTALE DI ASSAGO e bla bla bla.. ma ormai sono già a casa e non ho voglia di andare a litigare con le poste..

questa mattina esco di nuovo, sempre con la posta come destinazione.. attraverso la piazzetta e mi dirigo verso gli scalini che portano agli uffici, ma non faccio in tempo a salira il primo che mi trovo davanti un gruppo di 6/7 persone che esce dalla posta..
il primo pensiero è che tutti gli sportelli sono aperti e hanno smaltito diversi clienti nel giro di 1 minuto, ma poi ci ripenso e mi dico che è una cosa assolutamente impossibile..
il secondo pensiero è che tutti gli impiegati hanno deciso di prendersi una pausa caffè, il che è molto probabile, ma poi guardo bene le facce e mi accorgo che tra quelle persone non c'è nessuno degli impiegati della posta (che ormai conosco dal primo all'ultimo)..
ormai curiosa come una faina e desiderosa di risposte, entro e trovo lo stesso signore che il giorno prima mi aveva detto di tornare oggi.. chiedo spiegazioni e mi risponde che la posta è chiusa a causa di un guasto all'impianto elettrico e aggiunge: "Riprovi domani.. Oppure oggi pomeriggio, se apriamo!"..

domattina tornerò ancora una volta in posta con Rubens, nella speranza che lui mi porti un po' di fortuna, ma soprattutto nella speranza che nel frattempo la posta non sia esplosa..

lunedì 9 marzo 2009

..un mucchietto di perle..

fin da bambina sono stata abbastanza creativa..
mi è sempre piaciuto disegnare pur non sapendolo fare, imbrattarmi le mani con la pittura nell'ora di disegno, fare paciughi da maestro con la colla vinilica e la carta, creare quei regalini per mamma è papà che ti fanno fare all'asilo, e tante altre cosa ancora..
mia mamma mi dice sempre che all'età di 6 anni circa mi svegliavo nel cuore della notte e che mi ritrovava in salotto con matite colorate e pennarelli perchè avevo voglia di scarabocchiare un po'..
mia zia mi aveva insegnato come disegnare le oche e mia nonna come tracciare una ciliegia perfetta con l'aiuto di un ditale da cucito.. e la precisione tramandatami geneticamente da papà mi ha aiutato ad ottenere la perfezione (o quasi) in quello che facevo e che faccio tutt'oggi..

ma una volta capito che io e il disegno a mano libera non eravamo fatti l'uno per l'altra, nel corso del tempo mi sono dedicata ad altro.. finchè non sono approdata (grazie ad Elena) al mondo della bigiotteria..
che magari una preferisce comprare una collana già fatta e finita, pronta per essere indossata; ma per me, partire da un filo e un mucchietto di perle e vedere poi il risultato finale, è tutta un'altra storia.. una storia forse più c
omplicata (ma neanche troppo) ma che di sicuro dà molte soddisfazioni..
e poi
, quando tua mamma indossa quello che hai creato e torna dal lavoro con diverse "ordinazioni" è ancora meglio!

ultimamente però diversi impegni mi hanno tenuta lontana da questo hobby, producendo qualcosina giusto per me stessa e le parenti femminili strette.. ma venerdì scorso, ancora raggiante per aver fatto finalmente felice la prof ed ubriaca per le belle notizie ricevute, mi sono concessa delle spese folli per tornare a creare..




martedì 3 marzo 2009

..addio a MySpace..

dopo alcuni giorni di riflessione e sofferenza, ho detto addio a MySpace..

per quanto fosse un luogo virtuale, l'ho sempre considerato un pezzo della mia vita.. una parte di vita per certi versi bella, e per altri brutta.. una specie di anticamera del felice degenero della mia vita..

l'ho torturato per bene, questo MySpace.. prima gli ho tolto le foto, album dopo album; poi gli amici, pagina dopo pagina; poi i commenti, uno dopo l'altro; poi tutte le informazioni personali, per cancellare ogni mia traccia; e infine gli ho dato il colpo di grazia cancellando definitivamente il mio profilo..

ma non potevo fare altrimenti con questo MySpace.. ormai era solo un mucchio di notifiche che si accumulavano nella mia posta e che ogni volta buttavo nel cestino senza nemmeno fare caso a chi mi avesse fatto richiesta d'amicizia o cosa ci fosse nel messaggio privato..

per non parlare del fatto che ormai tutta la tribù informatica alloggia in Facebook, che mi riesce più facile da gestire e che mi tiene in contatto immediato con chi voglio stare in contatto..

chissà, magari un giorno anche Facebook farà la stessa fine?

mercoledì 25 febbraio 2009

..evidence..

qualche settimana fa, io e Rubens ci siamo fermati davanti ad un negozio di videogiochi in un centro commerciale, un tipo di negozio fino a quel momento a me sconosciuto viste le mie scarse conoscenze in merito.. spinti dalla mia curiosità e dal suo desiderio di trovare qualcosa di interessante da acquistare, entriamo e iniziamo a spulciare tra le offerte dei giochi per pc..

dei due, Rubens è quello interessato ai giochi in cui si deve sparare a tutto quello che ti compare davanti, animali o persone o oggetti che siano.. giochi un po' poveri di creatività per i miei gusti, ma che necessitano di una certa abilità manuale per muovere il proprio personaggio all'interno del gioco..
un'abilità manuale che io non ho.. tanto per intenderci (e per non farvi pensare male della mia persona), io non riesco a coordinare tutte e dieci le dita per cliccare 400 tasti contemporaneamente per far sì che il mio personaggio spari ad una navicella spaziale in movimento con un bazooka, e con un calcio rotande degno di Chuck Norris stenda anche tutti gli alieni che hanno invaso la terra..
io preferisco i giochi calmi, semplici, nei quali bisogna ragionare per arrivare al livello successivo..

sta di fatto che nella montagna di videogiochi vedo una custodia con scritto PC SUDOKU.. la mia vita! con gli occhi sbrilluccanti e la bava alla bocca mi fiondo sul gioco prima che qualcun altro ci metta sopra le mani, controllo il prezzo che scopro essere più che scontato e faccio dare un'occhiata a Rubens ai requisiti tecnici per poterlo installare sul pc.. inutile dire che 5 minuti dopo sono fuori dal negozio con il gioco in borsetta..

da quel giorno è iniziata la mia incessante ossessione per i giochi da pc..
nelle settimana successive ho acquistato un gioco con 50 diversi tipi di solitario, uno con biliardo a 8 e 9 palle e lo snooker, un altro gioco di biliardo classico e.. e poi la mia vita: C.S.I. - Crime Scene Investigation! da appassionata sfegatata della serie tv, non potevo lasciare il videogioco sullo scaffale.. il problema è che nei giorni successivi ho scoperto che non ne esisteva una sola versione, perciò dopo alcune indagini Rubens si è messo all'opera per procurarmi anche gli giochi.. inclusi quelli per cellulare..

con il risultato che ora cerco impronte digitali sui bicchieri, se trovo un capello sui vestiti guardo se il follicolo è ancora attaccato.. per fotuna non mi è ancora venuto in ment di bussare alle porte dei vicini per scrutare nei loro letti in cerca di liquidi seminali..

"I tend not to believe people, they lie. The evidence never lies."
(Gil Grissom)

mercoledì 11 febbraio 2009

..intrappolata..

oggi torno a raccontarvi le mirabolanti avventure che si svolgono durante l'ormai storico aperitivo universitario al Refeel e dintorni..

ieri sera, dopo aver salutato i miei e averli informati sulle mie novità universitarie, alle 18:30 guizzo fuori di casa e mi dirigo all'appuntamento con Crudelia al solito posto.. arriviamo entrambe puntualissime; il tempo di fumare una sigaretta, passare a prendere Barbara e siamo al locale con precisione svizzera..
è ormai risaputo che io non so parcheggiare, in più come sempre non c'è un buco nemmeno a pagarlo oro perchè decido di inventarmi un posteggio.. prendo le misure e piazzo la macchina metà sul marciapiede e metà sulla strada, proprio come fanno di solito tutti quelli che vanno al Refeel..
mentre parcheggio faccio un ragionamento: metto la macchina in prossimità delle strisce pedonali così quando dovrò uscire avrò davanti spazio sufficiente per fare manovra..

lasciata l'auto, ci digiarmo verso il locale dove pochi istanti dopo arrivano Duchessa e Tommy.. ora non ci resta che trovare un tavolo libero, il che ci risulta facile come scalare il monto Everest: il bel tavolo da 8 all'esterno è prenotato, il tavolo ovale da 6 dentro al locale è prenotato, il tavolo con i divanetti ultracomodi è (manco a dirlo) prenotato.. ci rimangono 4 sgabelli nel solito angolo degli ubriaconi, ma piuttosto che niente ci facciamo andare bene anche quelli..
uno sgabello si improvvisa attaccapanni e ci sbattiamo sopra tutte le giacche, un altro si trasforma in comodo tavolino per appoggiarci sopra i piattini e sugli altri due ci sediamo a turno..

dopo mezz'ora di spingi-spingi tra la folla e di ammirazione verso i divanetti ancora vuoti, siamo tentati di sederci lì finchè non arrivano i legittimi proprietari, ma l'idea non dura molto perchè la padrona di quel arriva in quel momento accompagnata da una trentina di persone..
fossi stata io la proprietaria del locale l'avrei cacciata fuori all'istante: primo perchè non puoi invitare 30 persone alla tua festa che occupano 3/4 dell'intero spazio, e secondo perchè ti sei vestita in modo osceno..
anni 40 (si suppone), bel fisico ma non troppo bella di faccia, abbigliamento da discoteca con tanto di top extra scollato senza reggiseno e le tette che uscivano dai lati ogni 5 minuti, e un atteggiamento da "mi faccio tutti quelli che sono alla festa, anche se il mio fidanzato è qui con me"..
per non parlare del vivaio che le hanno regalato per il compleanno: credo sia tornata a casa con tre diversi tipi di piante che nel corso della serata ha sparso per tutto il locale..

nel frattempo arriva anche Luca, giusto il tempo per riempire lo stomaco..
dopo poco lui e Tommy se ne vanno a casa e rimaniamo solo noi donnine.. ma si sa che l'età avanza anche per noi e ci ritroviamo a sbadigliare a ritmo di musica già alle 22:00.. così deci diamo tornare a casa..

percorriamo la via che ci porta alle macchine, Crudelia in testa alla fila e io in ultima posizione.. arrivate all'incrocio in cui avevo parcheggiato, la stessa Crudelia e Barbara si bloccano e si girano verso di me dicendomi: "E adesso come hai intenzione di uscire?".. io ovviamente non capisco, finchè giro l'angolo e vedo la mia macchina intrappolata in stile effetto sardina tra due macchinoni giganti.. un intelligente ha piazzato una Jeep dietro al culo della mia Matiz e uno ancora più intelligente di lui ha parcheggiato un X5 davanti a me sulle strisce.. in totale avevo 5 centimetri di spazio dietro e 5 davanti per fare manovra..
il mio sangue incomincia ad andare in ebollizione e mi servono alcuni minuti per calmarmi.. dopo di che, con tutta la calma del mondo, Barbara e Crudelia iniziano a darmi istruzioni su come effettuare le manovre; e dopo un po' di sterzate indietro e in avanti, riesco a liberare la Matiz dalla trappola, tornando a casa gagra e spensierata, ma con cinque anni di meno per lo sforzo fatto..

mercoledì 4 febbraio 2009

..influenza..

dove c'è l'influenza, c'è anche la Lady.. pare quasi che me la vada a cercare con il retino da farfalle (il lanternino è ormai un oggetto obsoleto e superato)..

sta di fatto che tra lunedì sera ho iniziato a dare i primi segni di cedimento, i quali il giorno dopo sono sfociati in una lieve ma fastidiossima influenza.. la MIA influenza tipica (perchè a me dell'australiana non me ne frega niente): occhi gonfi e soggetti a lacrimazione continua, gonfiore alla gola che mi impedisce di mandare giù anche l'acqua, brividi, febbre a 38, pulsazioni craniche di varia intensità, dolori articolari in perfetto stile novantenne, e infine testa pesante che non riesce a stare in piedi per conto suo..
per non parlare poi di uno stato psico-emotivo uguale a quello di una donna incinta..

io, calorosa anche in inverno fin da quando sono nata, mi sono ridotta a rispolverare le vecchie babbucce di lana rosa fatte a maglia dalla mia bisnonna (Dio benedica lei e le sue operose manine!!) e a passare le giornate sul divano con addosso vestaglia e copertina perchè il solo mettere un piede "all'aperto" mi faceva congelare tutto il corpo..

le cause sono ignote.. c'è chi dice che è stata colpa sua, ma i tempi di incubazione non coincidono..
credo piuttosto che la lavata di fango, sale e neve di lunedì abbia contribuito a scatenare il tutto..

ma anche stavolta passerà, come tutte le altre volte, grazie ai miei amici: il calduccio di casa, il té caldo, le coccole.. e ovviamente l'antibiotico.. Dio salvi l'antibiotico!!

lunedì 2 febbraio 2009

..come un branzino..

il 95% delle volte che acquisto un indumento o delle scarpe ci azzecco sempre..
sono un persona istintiva, se una cosa non mi piace al primo sguardo non perdo nemmeno tempo a vedere con attenzione come è fatta o se mi sta bene addosso.. al contrario, quando qualcosa mi piace lo so dal primo istante in cui poso i miei occhi sull'articolo, giusto il tempo di trovare la taglia e mi dirigo alla cassa..
ma non sempre le cose vanno per il verso giusto..

dopo le prime nevicate di questo inverno mi decisi a compare un paio di stivali da indossare in casi estremi, pioggia o neve che fosse; un paio di stivali che proteggessero un po' i miei piedini dal freddo e da tutto il resto degli agenti atmosferici..
così acquistai degli stivali leggermente imbottiti, un modello carino, non troppo costoso, più leggero dei classici dopo-sci così da poter camminare comodamente e senza sembrare la donna delle nevi..

così, stamattina, per recarmi in segreteria all'università, mi infilo i miei stivalucci.. ma non faccio i conti con il misto di neve e pioggia sceso durante la notte..
il tempo di arrivare alla fermata dell'autobus e sento il tipico ciaf-ciaf che producono le scarpe dentro a una pozzanghera, con la differenza che non sono le suole a fare quel rumore ma i miei piedi che navigano all'interno dei miei stivali, in compagnia dei calzini..

come se non bastasse, a 500 metri dall'università "incontro" per la strada un mezzo spargisale che nel giro di 3 secondi mi riempie di sale fino alle ginocchia come un branzino..
il tempo di un po' di coda e due chiacchiere con la segretaria e sono di nuovo fuori.. peccato che imperversa la bufera e quella che prima era neve è diventata una turbina di ghiaccioli in miniatura che mi si infilano anche nelle mutande..
alle 11:00 circa riesco ad approdare al capolinea dell'autobus vicino casa mia.. i marciapiedi sono impraticabili perciò sono costretta a camminare sulla strada cercando di seguire i pezzi di asfalto meno sporchi.. ma anche qui, sorpresa delle sosprese, un idiota con una utilitaria decide di farsi tutta la via a 80Km/h e lavare del tutto la povera Lady..
arrivata a casa non riesco nemmeno a levarmi gli stivali bagnati perchè fanno attrito con le claze zuppe di acqua.. lo borsa sgocciola su tutto il pavimento e per raggiungere le pantofole lascio impronte palmate per tutta la casa..

la cosa positiva è che ad aspettarmi a casa c'era la mia nuova vestaglietta da camera, comoda e calda, tutta felpata, che rientra nel 95% degli acquisti azzeccati..

martedì 27 gennaio 2009

..2 protesi..

mia Nonna è nata nel 1940, quindi oggi ha 68 anni.. tutto sommato è una nonna giovane per avere una nipote di 23 anni..
mia Nonna ha lavorato una vita intera, prima come sarta e poi in una fabbrica di pentole in acciaio inox (quelle con il fondo alto un centimetro che Mastrota sponsorizza nelle televendite)..
i problemi di artrosi e artrite e il lavoro pesante hanno fatto diventare Nonna un rottame.. e se dico così non è per mancanza di rispetto nei suoi confronti, ma proprio perchè sono infiniti i problemi di salute che ha avuto..
oggi la Nonna è in pensione e va in giro con 2 protesi al titanio (perchè è allergica al nichel) nella gamba destra, una al ginocchio e una all'anca..
di recente, Nonna ha avuto molti dolori articolari e dopo una serie di esami, visite ed analisi si è scoperto che in futuro dovrà mettere delle protesi anche nella gamba sinistra..
per non parlare poi delle spalle, una delle quali è irrecuperabile mentre l'altra necessita anch'essa di una protesi perchè non riesce praticamente ad alzarla..
siccome Nonna non se la sente di sottoporsi adesso a queste operazioni, la fisiatra le ha consigliato un periodo di ricovero in ospedale per cercare di alleviare i vari dolori e rimandare il problema operazioni..

in funzione di tutto questo, stamattina accompagno Nonna in ospedale per "iscriversi" nella lista dei ricoveri..
la dottoressa le fa qualche domanda, le stampa un foglio e le dice di andare in accettazione per questa "iscrizione"..
prendiamo il numero, ci rechiamo allo sportello e l'uomo allo sportello chiede tutti i documenti necessari per la compilazione del modulo nel suo pc..
dopo qualche minuto di digitazione, ci comunica che il periodo di ricovero (udite udite!) sarà agosto..
noi, ingenue, pensiamo che sia agosto perchè non c'è disponibilità di letti fino a quel mese.. ma ci viene spiegato che in realtà questo tipo di ricoveri si effettuano solo nei mesi di agosto e di dicembre..

ora mi chiedo (e chiedo anche a voi): cosa penserebbe un semplice operaio che nel mese di gennaio dovesse aver bisogno di questo ricovero e gli comunicassero che l'unico periodo disponibile per farlo sono le sue 3 settimane di ferie in agosto?