Tenerife:
arriviamo in terra canarina in orario, troviamo quasi subito i bagagli, il taxi sembra aspettare proprio noi fuori dall'aeroporto sud, e nel giro di 20 minuti siamo già nella hall dell'hotel per registrarci.. con l'inconveniente che ci chiedono gentilmente 300 euro istantanei come cauzione, 200 euro "di affitto" perché la Lilla nonostante sia figlia di suo padre è considerata ospite, e infine ci dicono che se la Roby (già 23enne e in ritardo a causa sempre dell'Alitalia) non arriva entro quella sera noi non abbiamo la camera..
dopo le varie trafile, il giorno dopo iniziamo la nostra vita vacanziera, e come primo obiettivo ci poniamo quello di riempire il frigorifero.. perciò via verso il supermercato che si trova ad anni luce da noi e per di più in salita.. la Lilla va avanti per inerzia, colta da un attacco improvviso di "squaraus" causato dai cibi freddi che l'Alitalia ti propina sui voli; io plano sul marciapiede scivoloso con un perfetto telemark in stile Janne Ahonen e sbatto piede e ginocchio; arrivata al supermercato mi accorgo di non avere più il mio cellulare Tim (sorvoliamo sul modo in cui è scomparso) e soprattutto che il Vodafone non mi manda gli SMS e posso solo chiamare; la Roby viene colta da stitichezza cronica, peggiore di quella che ha a Milano..
ma vabbé, l'importante è essere in vacanza.. certo, però in vacanza uno vuole andare al mare, prendere il sole, passeggiare sulla spiaggia, uscire la sera con gli amici in discoteca, giocare a racchettoni.. evidentemente a me i racchettoni fanno male, perché una sera a cena vengo colta da improvviso attacco di starnuti, un freddo pauroso e crisi di pianto.. prima diagnosi, allergia.. seconda diagnosi, insolazione.. diagnosi definitiva, bronchite.. sta di fatto che la Lady si fa tre giorni di febbre oscillante tra i 37.8 e i 39.0 con tosse annessa e perdita totale della voce..
quando ormai tutto sembra essersi più o meno sistemato, finisce la prima settimana e bisogna cambiare stanza, perciò rifacciamo tutti i bagagli ed li etichettiamo così che i facchini li possano portare nell'altra camera.. la voglia di fare i bagagli per poi disfarli di nuovo è pari a zero, ma l'idea di avere un appartamento più grande e spazioso ci aggrada.. certo, come no.. le ultime parole famose.. cioè: l'appartamento è sì più grande, ma essendoci anche il triplo dei mobili che questo può contenere allora non diventa più tanto spazioso..
la vita notturna canarina è strana: più che due settimane di vacanza, a Tenerife ci si dovrebbe fare un week-end lungo.. il giovedì, venerdì e sabato sera ci sono feste ed eventi in quasi tutte le discoteche del circondario, mentre per il resto della settimana uno può tranquillamente stare a casa a fare la calza o giocare a machiavelli.. perché l'alternativa è essere violentati da un inglese ubriaco, uomo o donna che sia..
io e la Lilla rientriamo in Italia con un volo delle 7:30 del 22 agosto, quindi proprio un paio di giorni dopo il disastro di Barajas.. arriviamo all'aeroporto nord alle 5:15.. buio, freddo, vento, nebbia ad agosto! questo cazzo di aeroporto apre alle 6:00 e fino a quell'ora cerchiamo di sdrammatizzare la situazione.. per fortuna recuperiamo alla grande tutto il tempo perso, in un'ora e mezza impacchettiamo i bagagli, facciamo il check-in, passiamo i controlli, colazioniamo e ci imbarchiamo.. e alle 14:00 circa siamo in terra italiaca..
un rigraziamento a Federica e Gabriele, una coppia che i miei tre compagni di viaggio hanno conosciuto durante la gita al Teide (vulcano di Tenerife) e che ci hanno fatto compagnia in questa vacanza..
Alassio:
passano i tre giorni di clausura: l'incontinenza si è placata, la voce è tornata, la tosse non mi fa dannare come prima, e io mi sveglio con una voglia tremenda di andare in spiaggia.. metto il costumino e le infradito, prendo la borsetta e vado verso i miei bagni..
ed eccomi qui, di nuovo a casa, e di nuovo nella blogosfera a scrivere fiumi di parole..
postilla: caro Cannibal Kid, togliti subito dalla testa l'idea che io abbia una casa ad Alassio! vado solo in affitto un mese all'anno, è il massimo che ci possiamo permettere io, i miei e mia nonna.. però, se ti va di darmi una mano a comprarne una, mica lo rifiuto un aiutino!
